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LA GRANJA DE LA COSTERA

nLA GRANJA DE LA COSTERA


MAPPA DI LA GRANJA DE LA COSTERA

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PER UN'EUROPA DEI POPOLI
Una delegazione composta da
Giovanni Basili, Antonio Restante e Gianni Boattini si è recata nei giorni 3, 4, 5, 6 ottobre 2008 a La Granja de la Costera, comune spagnolo situato nella Regione Valenciana. Lo scopo del viaggio è stato quello di valutare con gli amici spagnoli la possibilità di un gemellaggio oltre a quello attuale con il Comune francese di La Bastidonne. Vi informiamo, per dovere di cronaca, che il raggiungimento di questo primo obiettivo è stato possibile grazie anche alla collaborazione della Signora Vanessa Bianchi dell'ufficio gemellaggi dell'A.I.C.C.R.E. di Roma.

Il progetto di un secondo gemellaggio rientra nel programma da noi presentato al Comune di Mandela nell'anno 2007. Le motivazioni di questa scelta sono di carattere europeo dove la politica dei gemellaggi tra paesi diversi è, e resta, uno degli obiettivi primari della politica dell'Unione Europea.

In più, tenendo conto della situazione attuale e dei bisogni individuati, già discussi nelle ultime riunioni, il progetto di un secondo gemellaggio vuole offrire ai nostri cittadini di Mandela e a quelli di La Bastidonne nuove opportunità di scambi.

FOTO SCATTATE DURANTE LA FESTA DEI GIORNI 3, 4, 5, OTTOBRE 2008

NOTIZIE IN BREVE SU LA GRANJA DE LA COSTERA

La Granja de la Costera (Spagna) è un paese della Comunità Valenciana situato nella Provincia di Valencia (Regione di La Costera). Il villaggio prende origine da una casa lavoro conosciuta come "Fattoria di Ferrer". Nel secolo XV questa prima struttura si ampliò per essere poi abbandonata. La fattoria operava per la contribuzione generale di Xátiva, essendo inclusa nel Cuarter della Costera di Ranes.

Situazione demografia: 366 abitanti

Altitudine: 98 msnm
Distanze: 4,6 km da Xátiva - 55,7 km da Valencia
Superficie: 0,8 km²
Densità: 423,75 hab./km²
Lingua parlata: Valenciano

Nota: La Granja de la Costera, grazie alla sua posizione geografica, si trova a soli 20 km dal mare

Economia locale: coltivazione delle arance e di altri tipi di alberi da frutta.

Scuole:
(Scuola pubblica - Asilo/Elementari) - CP. Sant Francesc d'Assís - Col·legi Públic d'Educació Infantil i Primària Sant Francesc d'Assís.

La Granja ha inoltre un ambulatorio medico, una biblioteca comunale e una farmacia.

Associazioni culturali
Associació de Jubilats i Pensionistes: Presidente: D. Jose María Penalba Placet
Societat de Colombicoltura La Unió: Presidente: D. Antonio Palop Sanz
Societat Musical Santa Cecília: Presidente: D. José Gil Gayá
Associació de Mestresses de Casa: Presidente:Dña. Rosa María Ortiz Monleón

Impianti sportivi
L'impianto sportivo è composto da un campo di calcetto. C'è poi una piscina comunale che favorisce, con gli incassi giornalieri, le festività patronali del paese. Infine, poco distante dalla piscina, il campo da tennis.

Pelota valenciana
Uno sport molto seguito è quello della pelota valenciana. Questo gioco é praticato in tutta la regione di Valencia. I campi sono all'aperto, anche vie, o al chiuso in tal caso vengono chiamati trinquete. Diverse le specialità: Llargues (5 giocatori), Raspal (4 giocatori), Escala i corda e Fronton (1 o 2 giocatori). La palla - di cuoio - é molto dura e pesa 100 grammi, viene colpita dalla mano protetta da un guanto senza dita. Il punteggio é identico a quello della pallapugno, ma senza cacce nel Trinquete e nel Fronton. Molti i giocatori professionisti.

Lingua parlata: valenciano
La lingua catalana è una lingua romanza parlata da 10 milioni di persone in Spagna, Francia, Andorra e ad Alghero, in Sardegna. Nella regione spagnola della Comunità Valenziana prende il nome di valencià (valenziano), mentre nelle isole Baleari è comunemente chiamato mallorquí (maiorchino). Sia il catalano che il valenziano e il maiorchino presentano tra loro alcune differenze dialettali dovute allo sviluppo autonomo che le tre varianti hanno avuto nel corso degli ultimi secoli. Questa lingua ha tra l'altro influenzato parecchie lingue regionali e dialetti italiani specialmente nelle regioni in passato sotto dominazione aragonese e, a sua volta, è stata influenzata dall'italiano, sia in età rinascimentale che in epoche successive.
In età medievale il catalano era la lingua ufficiale della cancelleria d'Aragona e lingua di cultura della corte, prima da sola, poi, con l'avvento della dinastia castigliana dei Trastamara, insieme allo spagnolo, all'italiano e al napoletano (soprattutto in epoca di Alfonso il Magnanimo, che aveva trasferito la propria capitale nella città partenopea. Con l'arrivo dei Borgia alla Sede Romana (Callisto III ed il nipote Alessandro VI), anche lì il catalano diventò lingua di uso cortigiano.
Dal 1979, esso è riconosciuto come lingua all'interno della comunità autonoma della Catalogna e ne viene promosso l'uso ufficiale e l'insegnamento presso le scuole. Il catalano è lingua ufficiale, insieme al castigliano, anche nella Comunità Valenciana, e nelle isole Baleari. In alcune zone dell'Aragona orientale, pur non essendo equiparato allo spagnolo, ha ottenuto un limitato riconoscimento nelle sue zone di diffusione (conosciute come Frangia d'Aragona). Inoltre il catalano è l'unica lingua ufficiale nello Stato di Andorra. Dal 2005 è stato anche riconosciuto come lingua co-ufficiale dell'Unione Europea.
(fonte - Wikipedia)

Feste locali
Il 10 agosto si svolge la festa dedicata a San Francesco d'Assisi (patrono del paese) per aver protetto, nel 1890, la regione da una devastante epidemia di colera.

Il 4 ottobre si svolgono le feste patronali dedicate a San Francesco d'Assisi, alla Divina Aurora e al Sacro Cristo della Vittoria.

La cucina valenciana

La gastronomia ha una grande importanza culturale. L'ingrediente principale dei piatti è il riso, che cresce nella regione in campi ancora irrigati secondo il sistema di canali arabo. L'autentica paella valenciana non mescola carne e pesce, e tipicamente contiene pollo, coniglio, fagioli verdi, grandi fagioli bianchi, carciofi e zafferano. I piatti a base di riso variano a seconda della zona: l'arroz negro è riso cucinato con calamari nel loro inchiostro, che da al riso il suo colore, e servito con all i oli, una salsa speziata all'aglio. L'arroz al horno è un riso più asciutto, con ceci. La fideuà è un piatto di frutti di mare e vermicelli cucinati alla maniera della paella. A parte il riso le verdure sono sempre fresche e abbondanti.

LOCALITA' LIMITROFE A LA GRANJA DE LA COSTERA

Canals
Città di 13.771 abitanti. La cittadina si trova sulla riva sinistra del fiume Cáñoles ed è situata nella valle di Montana, tra la Serra Grossa e La Costera. I quartieri più antichi sono quelli di "La Torre", quello di "San Vicente" e quello presso le vicinanze della chiesa parrocchiale.
Economia
La principale attività economica è l'industria. Funzionano 16 fabbriche di articoli di maglieria, 6 di confezione e 2 di filati. La concia di pelli costituisce un'attività tradizionale; ci sono tre fabbriche di olio, una di farina, mobili, scatole di cartone, gesso, materiale di costruzione, etc.
Nel settore dell'agricoltura prevale la coltivazione di: patate, mais, arachidi, cipolle, meloni, tabacco e fragole. La più estesa è quella delle arance. Nei terreni aridi si coltivano carrubi e mandorli.

Cerdá
Paese di 348 abitanti. Situato nell'Orto di Játiva, sulla sponda sinistra del fiume Cáñoles. Alcuni resti di una necropoli romana, poco caratteristici, sono stati ritrovati a Torrente di Fenollet. Prevale la coltura delle arance, limoni, mele, cereali e frutta varia. Nel terreno arido si coltivano olivi, carrubi e vite.

Játiva (Xàtiva)
Città di 28.600 abitanti. Capoluogo della regione di La Costera. Storicamente, Játiva fu uno dei paesi più importanti del Regno di Valencia, rivaleggiando perfino con Valencia ed Orihuela. Ebbe la sua propria provincia prima della divisione territoriale della Spagna nel 1833. Città monumentale per eccellenza, offre un ricco patrimonio storico-artistico.

Monumenti di rilievo a Jàtiva (Xàtiva)

Il Castello
La maggior parte dei muri e torrioni che si sono conservati sono di tecnica islamica o di stile gotico: Era la prigione di Stato dei Re della Corona d'Aragona. La panoramica dalla parte alta del castello è magnifica: a Nord, la città e la pianura della riva del Júcar; a Sud, le catene montuose del Grossa, del Mariola e del Benicadell; a Ovest, la frontiera castigliana e ad est il Mar Mediterraneo.

Almudín di Játiva
Edificio di stile rinascimentale costruito nel secolo XVI. In uso fino a primi del secolo XX. Al pianterreno dell'edificio si realizzavano le contrattazioni e la vendita del grano mentre il piano superiore era strutturato per lo stoccaggio.

Reale Monastero dell'Assunzione: edificio conventuale di stile gotico e barocco costruito nel secolo XIV .

Edificio Botella: costruzione residenziale di stile modernista risalente al 1906.

Sono anche di gran valore gli edifici dell'Ospedale Maggiore del Povero (S. XV-XVI). Gli eremi di San Félix (secolo XIII), di San José (secolo XVIII) e di Santa Ana (secolo XVI). Le chiese di San Pedro (secolo XVII) e di San Francisco (secolo XIV). La porta gotica dei Trinitarii (secolo XV). La casa natale di papa Alejandro Vidi (secolo XVI); la Casa di Alarcón, secolo XVIII e numerosi palazzi urbani della nobiltà.

Dal 1250, si celebra per privilegio reale di Jaime I la Fiera di Játiva.

Llanera de Ranes
Paese di 1077 abitanti dove si possono visitare due musei. Quello di Aquarelas Boluda dove sono raccolte le opere del pittore valenzano Boluda e quello Etnológico Lluis Perales.

Altri comuni limitrofi a La Granja de la Costera sono: Rotglá, Corbera,Tornella e Vallés

A 55 km da La Granja de la Costera troviamo la città di Valencia
(Facilmente raggiungibile con l'autostrada)

Valencia, la terza città più grande della Spagna, forse non raggiunge la vitalità cosmopolita di Barcellona o la varietà culturale di Madrid, ma vanta una vita notturna fra le migliori della Spagna continentale. Il nome di uno dei suoi bar è Vivir Sin Dormir ("vivere senza dormire"), che potrebbe essere preso come motto di Valencia. La città è piena di rumori e colori per tutto l'anno, con inattese esplosioni di polvere pirica, fuochi d'artificio e feste. La zona più interessanta da esplorare è senza dubbio il labirintico Barrio del Carmen e il quartiere intorno alla Torres de Seranos. La parte più antica della città è quasi completamente circondata dal Rio Turia, che ora è un parco nel letto del fiume. Il Palau de la Mùsica, uno splendido palazzo da concerti in vetro simile a una serra. Costruito nel 1987 offre, tutti i giorni, concerti di musica classica e jazz. La caretteristica distintiva dell'architettura di Valencia sono le numerosisime, elaborate facciate barocche, che si possono ammirare in quasi tutti gli antichi palazzi della città. In Plaza Patriarca, si trovano l'antica università neoclassica, con incantevoli chiostri dove per tutto luglio si tengono concerti di musica classica, e il bellissimo Colegio del Patriarca rinascimentale, il cui piccolo museo d'arte include eccellenti opere di El Greco, Morales e Ribalta. A nord dell'università si incontrano Plaza de la Reina e la Catedral di Valencia. Da non perdere La Ciudad de las Artes y las Ciencias, un gicantesco complesso situato vicino al Turia e consiste di quattro enormi edifici futuristici progettati dall'architetto di Valencia, Santiago Calatrava. Molte, insomma, sono le cose da vedere a Valencia e non vogliamo prolungarci su questo argomento più di tanto. Consigliamo vivamente di consultare, in proposito, le migliori guide turistiche.

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